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Pistoia Basket Project Camp .

Finita la prima edizione del camp ufficiale biancorosso

Una settimana di puro basket e divertimento nella fantastica location di Fanano.

Una settimana in cui 40 ragazzi, tra i 10 e i 14 anni, si sono ritrovati per passare del tempo insieme e per tornare a giocare a basket. Si è svolto tutto nel pieno rispetto delle regole anti Covid-19 ma è stato comunque piacevole per i partecipanti tornare ad allenarsi con i propri amici e compagni. Il format di quest’anno prevedeva ovviamente allenamenti singoli, nessun contatto tra i giocatori e costante rispetto della distanza interpersonale. A raccontarci un po’ di questo camp è stato uno degli allenatori ed organizzatori, Mario Breschi, che si ritiene assolutamente soddisfatto della riuscita del Camp.

Quali sono state le sensazioni di questo ‘quasi’ ritorno alla normalità?

«Le sensazioni sono sicuramente più che positive, soprattutto per i ragazzi. Hanno vissuto questo pseudo ritorno alla normalità solo dal punto di vista della socializzazione e dello stare insieme perché nel gioco del basket abbiamo seguito alla perfezione tutte le linee guida e quindi non c’è stato nessun tipo di contatto tra di loro. Chiaramente essendo ragazzi tra 10 e 14 anni a cui per mesi è stata tolta la possibilità di socializzare adesso, nel pieno rispetto delle restrizioni, hanno avuto il coraggio e la voglia di tornare a vedere i loro amici».

Il bilancio della settimana del Fanano Camp quindi è più che positivo

«Più che positivo! La speranza chiaramente è quella di tornare alla normalità il prima possibile e che questa esperienza si possa ripetere di nuovo anche per più settimane perché l’idea era quella inizialmente. Dico così perché ho visto, nonostante tutto, la felicità dei ragazzi nello stare insieme che fosse per le passeggiate, per gli allenamenti o per qualsiasi altra cosa. Anche una semplice passeggiata in centro a Fanano, con la mascherina e con le dovute distanze, per loro è stato un altro passo verso la normalità e lo hanno fatto quindi con estremo piacere. Più che il basket gli era mancato lo stare insieme tra di loro».

Parlando invece di basket, come vi siete mossi per questa nuova tipologia di allenamenti?

«Per quanto riguarda gli allenamenti ci siamo attenuti in pieno a quelle che sono le linee guida della Federazione quindi abbiamo fatto tanto lavoro individuale, zero contatto tra ragazzi e rispetto dei numeri dei ragazzi durante gli allenamenti. Chiaro che negli spazi aperti avevamo modo di allargarci un po’ di più con i numeri, ma in palestra entravano a turno solo il numero di persone ammesse. Anche nelle camere, ci tengo a precisare, che è avvenuta la stessa cosa. I ragazzi sono stati contati e divisi assolutamente nel totale rispetto delle normative vigenti».

La società e lo staff del Pistoia Basket ringraziano tutti gli sponsor e i proprietari dell'hotel Pineta per la professionalità e disponibilità.

Pubblicata in Pistoia Basket Project il 2020-07-07 10:30:00

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